Happy Friday

Riconoscere con sincerità i propri bisogni

29.04.2022

Oggi pomeriggio avrei dovuto prendere l’aereo per rientrare in Italia, ma ho deciso di fermarmi ancora per qualche giorno a Las Palmas.

Dopo aver trascorso gli ultimi mesi a fare avanti e indietro tra Puglia, Padova e Milano per riuscire a vedere Diego, ho sentito l’esigenza di rallentare un po’ e rifocalizzarmi sulle mie abitudini.

Stare qui mi ha permesso di ricordare tutti i momenti belli che ho vissuto in questa città: è nel bar a Las Canteras – che ora mi piace definire come il mio ufficio fronte mare – che sviluppai le basi per dare vita a quello che oggi è SGP, ed è sempre lungo quel paseo che incontrai per la prima volta Diego.
Eppure a Settembre dell’anno scorso, quando avevo affittato una casa nel sud di Gran Canaria, era tutto diverso.

Mi ero isolata lontana da tutto e da tutti, rifugiandomi nei libri e nella meditazione. Piano piano però iniziai a rendermi conto che quella scelta estrema stava facendo emergere dentro di me diversi pensieri negativi.
Siamo esseri sociali e, seppur c’eravate voi attraverso le dirette a tenermi compagnia, anche io avevo bisogno di dare più spazio alle relazioni, alle amicizie, alla famiglia. È anche per questo, oltre che per supportare Diego nella decisione di riprendere la sua carriera sportiva, che ritornai in Italia.

Provo una sensazione strana a pensare che fui sollevata a salutare questo oceano, questo posto e i suoi stupendi tramonti. Quelle albe che riescono ogni volta a farmi emozionare e che quando sono a Milano mi mancano così tanto.

È incredibile come ci abituiamo alla nostra realtà, a volte fino al punto di dimenticarci come per certi aspetti stavamo bene in altre circostanze.
Per un certo istinto di sopravvivenza o un qualche meccanismo di difesa, riusciamo ad accettare anche delle cose che non sono congeniali per noi. 

In questi giorni, prendendo consapevolezza e facendomi delle domande, ho capito che stavo perdendo di vista le mie priorità.
Dopo aver fatto chiarezza, ho preso coraggio: ho detto a Diego che, indipendentemente da quello che sarà il suo futuro nel Futsal, non resterò fissa a Milano, ma ritornerò a Las Palmas più spesso.

Ora, non avendo figli o una famiglia, non sono disposta a mettere da parte dei bisogni che per me sono importanti. Non voglio avere rimpianti e cerco per quanto possibile di evitarli. Oggi a 32 anni ho accumulato una serie di rimorsi, ma so che non posso fare nulla per cambiare quello che è stato il mio passato. La mia unica responsabilità è quella di impegnarmi per vivere al meglio il presente e per costruirmi il mio futuro. 

Non credo ci sia un modo giusto o sbagliato di vivere una relazione. Ho sempre preferito riconoscere con sincerità i miei bisogni piuttosto che ignorarli e fingere che tutto vada bene.
E se a volte mi capita di sentire una parte di me malinconica, non ho paura ad attraversare quell’emozione.
Scelgo di seguire la mia strada, spesso solitaria, che ho imparato a vedere come speciale, del tutto personale.

Non siamo fatti tutti per le stesse cose, ma di infinite parti e infiniti bisogni, talvolta contrastanti fra loro.
Tocca a noi poi capire a cosa vogliamo veramente dare priorità in un determinato periodo della nostra vita.
Troviamo il coraggio per mettere in discussione le nostre stesse scelte e cambiarle.
Affrontiamo la paura, facendoci forza con il nostro perché.

Happy Friday

Riconoscere con sincerità i propri bisogni

29.04.2022

Oggi pomeriggio avrei dovuto prendere l’aereo per rientrare in Italia, ma ho deciso di fermarmi ancora per qualche giorno a Las Palmas.

Dopo aver trascorso gli ultimi mesi a fare avanti e indietro tra Puglia, Padova e Milano per riuscire a vedere Diego, ho sentito l’esigenza di rallentare un po’ e rifocalizzarmi sulle mie abitudini.

Stare qui mi ha permesso di ricordare tutti i momenti belli che ho vissuto in questa città: è nel bar a Las Canteras – che ora mi piace definire come il mio ufficio fronte mare – che sviluppai le basi per dare vita a quello che oggi è SGP, ed è sempre lungo quel paseo che incontrai per la prima volta Diego.
Eppure a Settembre dell’anno scorso, quando avevo affittato una casa nel sud di Gran Canaria, era tutto diverso.

Mi ero isolata lontana da tutto e da tutti, rifugiandomi nei libri e nella meditazione. Piano piano però iniziai a rendermi conto che quella scelta estrema stava facendo emergere dentro di me diversi pensieri negativi.
Siamo esseri sociali e, seppur c’eravate voi attraverso le dirette a tenermi compagnia, anche io avevo bisogno di dare più spazio alle relazioni, alle amicizie, alla famiglia. È anche per questo, oltre che per supportare Diego nella decisione di riprendere la sua carriera sportiva, che ritornai in Italia.

Provo una sensazione strana a pensare che fui sollevata a salutare questo oceano, questo posto e i suoi stupendi tramonti. Quelle albe che riescono ogni volta a farmi emozionare e che quando sono a Milano mi mancano così tanto.

È incredibile come ci abituiamo alla nostra realtà, a volte fino al punto di dimenticarci come per certi aspetti stavamo bene in altre circostanze.
Per un certo istinto di sopravvivenza o un qualche meccanismo di difesa, riusciamo ad accettare anche delle cose che non sono congeniali per noi. 

In questi giorni, prendendo consapevolezza e facendomi delle domande, ho capito che stavo perdendo di vista le mie priorità.
Dopo aver fatto chiarezza, ho preso coraggio: ho detto a Diego che, indipendentemente da quello che sarà il suo futuro nel Futsal, non resterò fissa a Milano, ma ritornerò a Las Palmas più spesso.

Ora, non avendo figli o una famiglia, non sono disposta a mettere da parte dei bisogni che per me sono importanti. Non voglio avere rimpianti e cerco per quanto possibile di evitarli. Oggi a 32 anni ho accumulato una serie di rimorsi, ma so che non posso fare nulla per cambiare quello che è stato il mio passato. La mia unica responsabilità è quella di impegnarmi per vivere al meglio il presente e per costruirmi il mio futuro. 

Non credo ci sia un modo giusto o sbagliato di vivere una relazione. Ho sempre preferito riconoscere con sincerità i miei bisogni piuttosto che ignorarli e fingere che tutto vada bene.
E se a volte mi capita di sentire una parte di me malinconica, non ho paura ad attraversare quell’emozione.
Scelgo di seguire la mia strada, spesso solitaria, che ho imparato a vedere come speciale, del tutto personale.

Non siamo fatti tutti per le stesse cose, ma di infinite parti e infiniti bisogni, talvolta contrastanti fra loro.
Tocca a noi poi capire a cosa vogliamo veramente dare priorità in un determinato periodo della nostra vita.
Troviamo il coraggio per mettere in discussione le nostre stesse scelte e cambiarle.
Affrontiamo la paura, facendoci forza con il nostro perché.

Articoli correlati

Happy Friday

Funziona se lo fai funzionare

02.09.2022

Leggi

Happy Friday

Nell’esperienza conosci te stessa

05.08.2022

Leggi

Happy Friday

Decidi dove muoverti

29.07.2022

Leggi

Articoli correlati