Happy Friday

Funziona se lo fai funzionare

02.09.2022

Impariamo a preservare queste energie vitali, cercando con intelligenza di prendere questo entusiasmo e di trasformarlo in maniera razionale, costruendo un processo concreto, fattibile, e sostenibile. Evitiamo che il nostro stesso entusiasmo diventi controproducente. Cerchiamo di costruire delle abitudini possibili, fattibili. Non chiediamoci cose estreme per applicarci ad obiettivi non realizzabili: il fallimento diventerebbe inevitabile.

Io voglio spingervi a cercare ogni giorno dei piccoli successi, anche solo delle piccole sensazioni di benessere rispetto a quello che si provava prima. A volte si vuole tutto e subito, senza accorgersi che si sta chiedendo troppo a noi stesse.

Non pretendiamo, però, di stare subito meglio: così falliremo subito. Apprezziamoci invece per aver fatto un piccolo miglioramento. Un esempio: “Sono passata dal procrastinare, dallo stare sempre sul divano, a fare una parte del workout Split di 20 min.
Certo, non potrete vedere miglioramenti dopo il primo workout, e va bene così, questa è un’aspettativa sbagliata! Accogliete le endorfine che l’allenamento vi ha dato, datevi una pacca sulla spalla, non di certo perché vi dovete accontentare, ma perché avete fatto un passo verso voi stesse.

Se non ci sta bene qualcosa, non dobbiamo sopportarla per forza, ma dobbiamo iniziare un cambiamento imparando però ad amarci comunque, anche nel presente che ci fa male, non per accettarlo così com’è, ma perché è necessario quell’amore, quella stima, quella fiducia per dire a noi stesse: “andiamo a prenderci quello che vogliamo”. Costruendo un atteggiamento che ci appoggia, scorre tutto di più e questo ci permette di essere costanti.
La costanza infatti è la variabile più importante nel raggiungimento dei risultati. Spostiamo il focus dal risultato al processo, così da costruire abitudini positive.

Ora, visti i tantissimi nuovi ingressi di queste settimane vorrei riprendere i concetti che ogni giorno comunico nella nostra community.

Mi piace spesso ricordarvi che la metodologia SGP non è per tutte: non è rivolta alle atlete, a chi vuole correre e/o diventare forte.
SGP nasce dalla mia storia. Da atleta, molte volte mi sono sentita incompresa, soprattutto dagli uomini e dai preparatori che mi seguivano perché mi sentivo le gambe gonfie, oppure perché dopo l’allenamento percepivo quel volume e pump che non mi piaceva avere. Mi veniva detto “le donne non devono avere paura dei pesi”. Così portavo a casa la mia frustrazione, convinta di essere io quella sbagliata. Eppure con il tempo, crescendo, ho capito che la differenza dovevo farla solo io! Ciò che conta sono le nostre emozioni e sensazioni e, se qualcosa non ci fa stare bene, non possiamo fingere che sia giusto così!

Così il mio programma è nato dalle mie esigenze, dalle mie frustrazioni, che mi hanno permesso di sganciarmi da ciò che tutti credevano giusto per me. Ho studiato tanto, ho sperimentato e continuo a farlo ogni giorno su me stessa per poi mettere in pratica i miei risultati. Ho osservato cambiare le donne che seguivo, ho iniziato a parlare al mondo grazie ai social e in questi anni ho creato un programma, un’azienda e un team di lavoro che segue migliaia di donne ogni mese da oltre 7 anni.

Ovviamente a fare la differenza non è solo il programma, ma è come noi lo mettiamo in pratica. Il programma è un mezzo e funziona se lo fai funzionare. Non basta essere solo iscritte e fare la scheda per ottenere i risultati. Se per esempio vi allenate, ma mangiate male, oppure al contrario vi allenate 7 giorni su 7, è normale che, anche se la metodologia SGP è creata per evitare il gonfiore, avrete comunque delle reazioni non in linea con il vostro obiettivo.

La responsabilità è nostra.

Vi faccio un esempio pratico, che mi aiuta sempre a spiegare meglio i concetti che voglio passarvi. Ci dicono che la meditazione in sé funziona, ma siamo sicuri che solo chiudendo gli occhi e ascoltando una voce, o il nostro respiro, porti dei benefici? Io ho trovato la differenza quando ho capito che tutto dipende da me e da come voglio usarla. Questi sono strumenti, ma siamo sempre e solo noi a fare la differenza.

Prenderci la responsabilità delle cose, se ci pensate, ci renderà anche più motivate e avremmo più entusiasmo nell’investire su di noi, nell’avere più pazienza e più determinazione per far fruttare meglio quello che stiamo facendo. Se diamo sempre la colpa al programma o a fattori esterni finiremo per depotenziarci, pensando di non avere in noi il potere di far andare bene le cose. Questo è il vostro viaggio, e un po’ anche il mio, e io voglio farlo con persone che accettano questo. SGP non è per tutti anche per questo, perché credo nel proseguire quando ci sono valori in comune e lo stesso modo di vedere le cose.

Il mio obiettivo è farvi stare meglio. Ovviamente quando parlo di vostra responsabilità nel seguire il programma, non intendo certo lasciarvi sole e uniche responsabili, ma fornirvi gli strumenti per cogliere il meglio dalla mia metodologia!

 

Happy Friday

Funziona se lo fai funzionare

02.09.2022

Impariamo a preservare queste energie vitali, cercando con intelligenza di prendere questo entusiasmo e di trasformarlo in maniera razionale, costruendo un processo concreto, fattibile, e sostenibile. Evitiamo che il nostro stesso entusiasmo diventi controproducente. Cerchiamo di costruire delle abitudini possibili, fattibili. Non chiediamoci cose estreme per applicarci ad obiettivi non realizzabili: il fallimento diventerebbe inevitabile.

Io voglio spingervi a cercare ogni giorno dei piccoli successi, anche solo delle piccole sensazioni di benessere rispetto a quello che si provava prima. A volte si vuole tutto e subito, senza accorgersi che si sta chiedendo troppo a noi stesse.

Non pretendiamo, però, di stare subito meglio: così falliremo subito. Apprezziamoci invece per aver fatto un piccolo miglioramento. Un esempio: “Sono passata dal procrastinare, dallo stare sempre sul divano, a fare una parte del workout Split di 20 min.
Certo, non potrete vedere miglioramenti dopo il primo workout, e va bene così, questa è un’aspettativa sbagliata! Accogliete le endorfine che l’allenamento vi ha dato, datevi una pacca sulla spalla, non di certo perché vi dovete accontentare, ma perché avete fatto un passo verso voi stesse.

Se non ci sta bene qualcosa, non dobbiamo sopportarla per forza, ma dobbiamo iniziare un cambiamento imparando però ad amarci comunque, anche nel presente che ci fa male, non per accettarlo così com’è, ma perché è necessario quell’amore, quella stima, quella fiducia per dire a noi stesse: “andiamo a prenderci quello che vogliamo”. Costruendo un atteggiamento che ci appoggia, scorre tutto di più e questo ci permette di essere costanti.
La costanza infatti è la variabile più importante nel raggiungimento dei risultati. Spostiamo il focus dal risultato al processo, così da costruire abitudini positive.

Ora, visti i tantissimi nuovi ingressi di queste settimane vorrei riprendere i concetti che ogni giorno comunico nella nostra community.

Mi piace spesso ricordarvi che la metodologia SGP non è per tutte: non è rivolta alle atlete, a chi vuole correre e/o diventare forte.
SGP nasce dalla mia storia. Da atleta, molte volte mi sono sentita incompresa, soprattutto dagli uomini e dai preparatori che mi seguivano perché mi sentivo le gambe gonfie, oppure perché dopo l’allenamento percepivo quel volume e pump che non mi piaceva avere. Mi veniva detto “le donne non devono avere paura dei pesi”. Così portavo a casa la mia frustrazione, convinta di essere io quella sbagliata. Eppure con il tempo, crescendo, ho capito che la differenza dovevo farla solo io! Ciò che conta sono le nostre emozioni e sensazioni e, se qualcosa non ci fa stare bene, non possiamo fingere che sia giusto così!

Così il mio programma è nato dalle mie esigenze, dalle mie frustrazioni, che mi hanno permesso di sganciarmi da ciò che tutti credevano giusto per me. Ho studiato tanto, ho sperimentato e continuo a farlo ogni giorno su me stessa per poi mettere in pratica i miei risultati. Ho osservato cambiare le donne che seguivo, ho iniziato a parlare al mondo grazie ai social e in questi anni ho creato un programma, un’azienda e un team di lavoro che segue migliaia di donne ogni mese da oltre 7 anni.

Ovviamente a fare la differenza non è solo il programma, ma è come noi lo mettiamo in pratica. Il programma è un mezzo e funziona se lo fai funzionare. Non basta essere solo iscritte e fare la scheda per ottenere i risultati. Se per esempio vi allenate, ma mangiate male, oppure al contrario vi allenate 7 giorni su 7, è normale che, anche se la metodologia SGP è creata per evitare il gonfiore, avrete comunque delle reazioni non in linea con il vostro obiettivo.

La responsabilità è nostra.

Vi faccio un esempio pratico, che mi aiuta sempre a spiegare meglio i concetti che voglio passarvi. Ci dicono che la meditazione in sé funziona, ma siamo sicuri che solo chiudendo gli occhi e ascoltando una voce, o il nostro respiro, porti dei benefici? Io ho trovato la differenza quando ho capito che tutto dipende da me e da come voglio usarla. Questi sono strumenti, ma siamo sempre e solo noi a fare la differenza.

Prenderci la responsabilità delle cose, se ci pensate, ci renderà anche più motivate e avremmo più entusiasmo nell’investire su di noi, nell’avere più pazienza e più determinazione per far fruttare meglio quello che stiamo facendo. Se diamo sempre la colpa al programma o a fattori esterni finiremo per depotenziarci, pensando di non avere in noi il potere di far andare bene le cose. Questo è il vostro viaggio, e un po’ anche il mio, e io voglio farlo con persone che accettano questo. SGP non è per tutti anche per questo, perché credo nel proseguire quando ci sono valori in comune e lo stesso modo di vedere le cose.

Il mio obiettivo è farvi stare meglio. Ovviamente quando parlo di vostra responsabilità nel seguire il programma, non intendo certo lasciarvi sole e uniche responsabili, ma fornirvi gli strumenti per cogliere il meglio dalla mia metodologia!

 

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