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LE REAZIONI AI GIUDIZI ALTRUI

LE REAZIONI AI GIUDIZI ALTRUI SELENE GENISELLA SGPROGRAM

Lunedì scorso abbiamo passato un’oretta insieme durante una mia diretta sulla community di SGP su Facebook, parlando dei giudizi altrui e delle nostre reazioni.

L’esigenza sempre più impellente di parlare di questo aspetto è maturata dal mio lavoro quotidiano con le ragazze di SGProgram. Io e il mio team giornalmente riceviamo mail e richieste di aiuto da donne meravigliose, che hanno deciso anche di rimettersi in gioco, ma che troppo spesso si bloccano perché contaminate dal giudizio altrui nei loro confronti.

Fermiamoci a pensare quanto il giudizio delle persone può influenzare ogni nostra scelta: cosa mangiare a cena, la scelta di un percorso di studi o anche la meta un viaggio… eppure quasi inconsciamente lo permettiamo costantemente.

Se mi fossi fatta condizionare dal giudizio altrui, dagli insulti e dalle prese in giro quando 7 anni fa avevo iniziato a postare i miei allenamenti su Instagram… probabilmente, anzi sicuramente, SGProgram non sarebbe esistito. Per i più ero una montata esibizionista, poi con il tempo le opinioni cambiano si dice, così hanno iniziato tutti a giudicare di meno e ad imitare di più. Ma non ci focalizzeremo su questo, anzi ringrazio la mia caparbietà che mi ha permesso di lottare in ciò in cui credevo.

Sappiamo però che ognuna di noi ha reazioni diverse al giudizio altrui, ma non si tratta di essere più o meno forti, più o meno sicure. Tutto dipende sempre da ciò che sta succedendo in noi, da come stiamo lavorando su noi stesse e soprattutto da ciò proviamo in quel determinato momento della nostra vita.

Durante la diretta, se non l’hai vista ecco il link, vi ho fatto degli esempi di vita quotidiana che probabilmente ognuna di noi ha subito o ha fatto subire. Frasi sconvenevoli dette davanti ad altre persone, che ti spiazzano e ti lasciano interdetta tra la delusione e la rabbia.

Per ogni giudizio esistono infatti tre tipi di reazione:

  • Narcisistica: mi hai ferito, e io ora faccio lo stesso con te.
  • Depressiva: quasi ad incassare lasciando che le parole altrui ci feriscano, portandoci sempre più a chiuderci in noi stesse.
  • Consapevole e distaccata: comprendo che la persona davanti a me ha cercato di ferirmi, ma la mia consapevolezza su chi sono e quanto valgo non permetteranno alle sue parole di ferirmi. Al tempo stesso non mi porrò al suo livello, ma anzi risponderò distaccata e con educazione.

Tutte noi siamo passate per le prime due reazioni, le più istintive di tutte. Direte voi, bene ma quali sono i mezzi per arrivare ad una reazione consapevole, la più difficile e matura delle tre?

Nella diretta vi ho parlato del filtro percettivo che si frappone tra il giudizio e la nostra reazione. Questo è il mezzo che ci permette di schermarci e proteggerci dal mondo esterno.
Allenarlo è il nostro obiettivo e per farlo ho deciso di ricapitolare i punti di cui abbiamo parlato:

  1. LAVORIAMO SULLE NOSTRE CONVINZIONI: un giudizio espresso da qualcun altro produrrà effetti diversi a seconda di ciò che io credo di me. Se sono consapevole delle motivazioni che mi hanno portato ad un certo atteggiamento, scelta o stile di vita, le parole distruttive altrui non mi toccheranno.
    Se invece sento che un giudizio esposto mi tocca, probabilmente è perchè è vero. Mi ferisce perchè ho lasciato che una determinata situazione negativa si impadronisse di me. Tutto può diventare più fastidioso se nel profondo sento che quel giudizio mi rispecchia davvero.
    Il lavoro interiore su noi stessi è fondamentale: dobbiamo responsabilizzarci e capire che non dipendiamo solo dal giudizi altrui, ma soprattutto dalle nostre convinzioni. In base a ciò che penso di me e di come parlo a me stesso, il rapporto con il mondo esterno avrà effetti diversi.
  2. SE ASCOLTI UN GIUDIZIO DISTRUTTIVO TI STAI ANNULLANDO. Se permettiamo che il giudizio degli altri interferisca sulla nostra vita stiamo perdendo la nostra unicità.
    “DIVENTA CIO’ CHE SEI” è una delle citazioni che amo di più. Impariamo a studiarci e osservarci. Distacchiamoci dagli altri per conoscerci bene e comprendere qual è la nostra strada. La nostra unicità si realizza tanto più e tanto meglio quando impariamo a dirci: “io devo perseguire la mia strada e non quella più giusta secondo il giudizio di qualcun altro”. Impara a chiederti cosa vuoi tu perchè puoi farlo e perchè questo ti farà diventare più forte.
  3. L’IGNORANZA È UN PROBLEMA ALTRUI. Il giudizio è frutto di una visione ristretta della realtà. Una visione impoverita che il più delle volte cataloga secondo il proprio gusto. Il giudizio è un seme di cattiveria usato della gente frustrata e apatica che, per riempire la sua vita, deve dare fastidio al prossimo. Chiediamoci però perchè facciamo condizionare il nostro percorso dalle persone. Il giudizio non può essere altro che negativo. È il denominatore comune delle persone annoiate che non hanno capito come investire il proprio tempo. Ecco ciò che mi fa più paura: la mancanza di empatia delle persone. La violenza nasce perchè le persone nn si sforzano a mettersi nei panni degli altri. Smettiamola di dare loro importanza, perché nessuno deve avere potere su di noi.
  4. IMPARIAMO A SELEZIONARE. Cosa posso fare nel concreto per evitare di cadere nelle trappole delle reazioni?
    Dobbiamo imparare a gestire le reazioni, ma anche e soprattutto le relazioni. Lasciamo andare chi non ci fa sentire adatte. Se glielo permettiamo la colpa non è degli altri, ma nostra. Ci vuole tempo, ma cambiamo le situazioni che possiamo cambiare. Per quelle che non si possono cambiare nell’immediato invece, lavoriamo per filtrare i giudizi altrui.

Nessuno ha successo in una situazione in cui tutto il contesto intorno si schiera contro. Abbiamo bisogno di qualcuno che creda in noi, questa è la realtàSe nessuno avesse creduto in quello che facevo, come avrei potuto farcela? Circondiamoci di amore e rispetto, donandolo in primis, ma scopriamo il coraggio di stare da sole, imparando dalla solitudine. 
DIVENTA CIÓ CHE SEI: solo se sappiamo che stiamo lavorando per ciò che amiamo saremo felici.