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CHE TU CREDA DI FARCELA O NON FARCELA AVRAI COMUNQUE RAGIONE

CHE TU CREDA DI FARCELA O NON FARCELA AVRAI COMUNQUE RAGIONE SGProgram by Selene Genisella

Cosa definisce la nostra realtà? In base a cosa si costruiscono le nostre credenze e i nostri limiti?

Queste domande dovremmo porcele più spesso perché hanno un potere incredibile sui nostri risultati.
Nella vita esistono due tipologie di persone: c’è chi crede che sia davvero possibile e quindi si spinge oltre sempre, anche quando le difficoltà sembrano ostacoli insormontabili, e chi invece parte già dal presupposto che ciò che vuole fare è fuori portata, finendo per non tentare nemmeno, gettando la spugna ancor prima di fare il primo passo.
Ma come si decide da che parte stare e soprattutto chi essere?

“Che tu creda di farcela o di non farcela avrai comunque ragione.”

Ho iniziato parlando di questo argomento nella diretta di mercoledì scorso – che trovi qui – perché molto spesso ricevo messaggi di ragazze che si descrivono fallite, incapaci di agire nel modo corretto pur sapendo cosa sia più giusto per loro. Quello che mi colpisce sempre, anche perché ero la prima a farlo, quando ci descriviamo con queste parole così negative, sembriamo farlo con la convinzione che la realtà sia un qualcosa di immutabile, come se un determinato e momentaneo fallimento fosse una lettera scarlatta indelebile. Dobbiamo essere consapevoli che, quando arriviamo a pensare determinate cose di noi, stiamo costruendo quelle che saranno le nostre convinzioni e questo influenzerà inevitabilmente il nostro modo di essere e di agire, anche nei confronti delle persone che ci circondano.
L’insicurezza, l’accettare comportamenti scorretti da parte degli altri e il non riuscire a reagire, sono spesso atteggiamenti causati da una realtà che noi stesse abbiamo costruito.
Ecco perché è sempre più fondamentale lavorare su noi stesse, sui nostri blocchi e sul nostro quotidiano.
Per poter cambiare dobbiamo mettere in discussione la realtà che ci siamo sempre raccontate e il modo di vedere le cose, iniziando proprio da noi stessi.

1. SMETTILA DI DIRTI CHE NON VAI BENE: ti senti una fallita? Ti stai descrivendo come una persona pigra? Ti addossi colpe per non riuscire a fare ciò che dici di voler fare? Inizia a spostare l’attenzione sulle cose che ti stanno portando a non farcela, piuttosto che concentrarti a definirti in un determinato modo. L’atteggiamento che hai nei tuoi confronti lo percepiscono anche gli altri: se ti senti insicura o inadeguata le persone lo sentiranno e saranno portate, purtroppo, a sfruttare queste tue debolezze a loro favore. Non permettere che questo accada.

2. GUARDA LE COSE DA UN’ALTRA PROSPETTIVA: a tutte è capitato di rimanere intrappolate dentro ad alcune convinzioni. Io per prima all’età di 25 anni vedevo tutto nero: non ero soddisfatta del mio corpo, il mio lavoro non mi faceva sentire realizzata, odiavo la mia città e la mia routine quotidiana e tutto questo mi faceva avere dei rapporti sociali dettati dal nervosismo e dalla rabbia, tipico delle persone infelici. Più cercavo di cambiare e più mi accorgevo di non riuscire, sapete perché? Perché stavo guardando le cose sempre dalla stessa prospettiva. Per poter sbloccare questi momenti è fondamentale scoprire qualcosa di nuovo che ci faccia percepire e vivere una realtà diversa da quella che stavamo vivendo. Organizzarmi per fare una pausa dai miei impegni, è stato l’unico modo possibile per staccare da quella realtà e poterla guardare da fuori.
In questi casi ragazze, ne parlavo anche nello scorso Happy Friday, vi ribadisco l’importanza di fare un’esperienza emozionale diretta, dove siete voi le protagoniste del cambiamento e non qualcun altro. Leggere quanto sia stato rivoluzionario fare un viaggio o una determinata cosa non ci darà mai la spinta per cambiare, perché dobbiamo essere noi in prima persona a vivere certe sensazioni.
Detto questo, so benissimo che mi leggono mamme, mogli e tante donne che non possono permettersi di prendersi del tempo per viaggiare da un giorno all’altro, ma anche qui voglio ribadire due cose: la prima è che per uscire dalla routine di blocco e vedere le cose da un’altra prospettiva possono anche bastare pochi giorni o poche ore, non necessariamente lontane centinaia di km da casa. Scegliete un posto che per voi è significativo, come lo era per me il Parco Nord, dove passavo ore a camminare e riflettere. La seconda è che dobbiamo imparare a darci le giuste priorità, senza pensare sempre prima agli altri. Non si perdono le persone amate solo perché gli si fa capire un nostro bisogno, ma anzi scoprirete quanto spesso sono le prime a supportarci. Sta a noi capire come e quando comunicarlo. Come diceva Leonardo Da Vinci “La Sapienza è sempre figlia dell’esperienza.” Per poter conoscere qualcosa in più di noi, abbiamo bisogno di crearci le circostanza giuste e darci la possibilità di esprimere le nostre vere potenzialità che spesso non vengono sfruttate e riconosciute a causa dei limiti che ci imponiamo noi stesse.

3. NON GUARDARE TUTTO NELL’INSIEME, IMPARA A VALUTARE UNA SITUAZIONE ALLA VOLTA: diciamoci la verità, quando le cose non funzionano siamo bravissime a guardare le cose nel loro insieme, ma così facendo ci troveremo in men che non si dica a creare una situazione di caos e panico dove niente sembrerà funzionare. Imparare a fermarci e vedere una situazione alla volta ci aiuta a individuare meglio ciò che non ci sta portando alla situazione desiderata, concentrandoci sulle giuste priorità.
Proprio pochi giorni fa una ragazza in un messaggio mi raccontava che riteneva di essere in una profonda crisi perché non riusciva a vedere niente di buono nella sua vita. Lavoro, forma fisica, situazione sentimentale e amiche incapaci di comprenderla. Il mio consiglio è stato quello di individuare le aree più importanti e per ognuna di queste domandarsi come poter intervenire per migliorare la situazione. Un passo alla volta.

4. FERMATI, RESPIRA E DOMANDATI: “Cosa dovrebbe cambiare perché la situazione sia quella che desidero? Cosa non sto facendo? Cosa sto evitando/procrastinando?”. Bisogna imparare ad evitare di girare troppo intorno ai problemi, cercando di fare quanta più chiarezza possibile per darci modo di intervenire. Vi faccio alcuni esempi semplici e concreti per spiegarmi meglio. Se una persona non riesce a controllare la fame nervosa serale e si lamenta della sua forma fisica, deve distogliere il suo focus dal fatto che non perde peso, ma capire invece quali strategie adottare per evitare di trovarsi la sera a mangiare senza controllo. In un primo momento potrebbe evitare di comprare i cibi più golosi, evitando di averli in dispensa, provando a cercare delle attività serali che l’aiutino a distrarsi e a provare piacere nel farlo, come uscire o a stare in camera, lontana dalla cucina, a leggere, scrivere o a rilassarsi con ciò che le piace. All’inizio non sarà facile cambiare strategie, perché siamo portati ad essere molto abitudinari, perchè la routine ci tranquillizza. Pensaci: l’80% delle nostre azioni è frutto di automatismi che noi stesse abbiamo insegnato al nostro cervello! Lo sforzo iniziale è quello di trovare e conoscere nuove sensazioni, che soppiantino le cattive abitudini grazie ai rinforzi positivi che ci daranno ogni giorno.

5. AGIRE E NON RINUNCIARE: per sbloccarsi dobbiamo ritenerci capaci e meritevoli di qualcosa di diverso. “Io valgo molto di più di questo”. È una frase che ognuna di noi si è trovata a dire davanti allo specchio. Per cambiare davvero però dobbiamo necessariamente passare all’azione. Basta scuse e procrastinazione. “Lamentarsi non è mai una strategia”, perciò questo è il momento di crearsi le possibilità per poter vivere qualcosa di diverso.

 

AD MAIORA
La vostra Coach

SELLY