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NON È SEMPRE FACILE FARE LA COSA GIUSTA

NON È SEMPRE FACILE FARE LA COSA GIUSTA SGProgram by selene genisella

Dopo una brutta giornata,
dopo una caduta inaspettata,
dopo aver perso la strada sentendosi un po’ sole come ci si comporta?
Me la sono fatta tante volte questa domanda.

Me la faccio anche questa sera dopo aver passato una giornata storta che con il senno di poi avrei potuto gestire molto meglio. Avete presente quella sensazione? Quella di aver sbagliato, di voler tornare indietro almeno di qualche ora per rimanere un po’ più lucide.

In fondo, NON È SEMPRE FACILE FARE LA COSA GIUSTA e a volte si ha solo bisogno di perdonarsi e rimanere nel flusso delle cose. Senza forzarle, senza arrabbiarsi, senza neppure pentirsi. Stare lì e sentire le proprie emozioni senza dirsi nulla.

Ci sono momenti in cui le cose non vanno secondo i nostri piani. Esistono per tutte, nessuna esclusa, giornate che chiamiamo “storte” o anche più elegantemente “di merda”, in cui pensieri, preoccupazioni e problemi sembrano venire a galla tutti insieme portandoci ad agire in maniera istintiva e molto spesso controproducente per il nostro bene.

Ogni aspettativa mancata sembra essere un buon movente per alimentare le nostre incazzature e più rimaniamo incastrate nei nostri momenti di debolezza, meno ci sentiamo in grado di reagire e fare ciò che sappiamo potrebbe farci stare meglio.

Si perché a tutte è capitato, almeno una volta, di guardarsi indietro con occhi esterni, domandandosi perché diavolo ci siamo comportate così, sapendo che se avessimo agito in maniera differente, quella giornata avrebbe potuto prendere tutt’altra piega. Sappiamo bene poi che non è mai una questione di un solo momento. Ogni decisione può essere causa di un’altro comportamento e così via. Le nostre azioni sono legate da un filo invisibile, che esiste e nel suo insieme ci rappresenta. Fin dai primi anni in cui mi auto sabotavo, stavo spesso nei miei silenzi per cercare una risposta del perché diventavo la mia nemica.

Sarebbe forse troppo semplice e un po’ banale ora condividere con voi un elenco di belle azioni da manuale su come reagire alle giornate negative: rilassarsi, farsi una doccia, bere una tisana calda, fare yoga e andare a letto presto per poi iniziare il giorno seguente con qualcosa che amiamo fare. Sembra tutto così semplice quando si parla di queste cose che oggi non voglio farlo perché non si tratta solo di questo. Effettivamente sono tutte cose positive e in cui credo, ma la realtà è che dobbiamo smetterla di trattarci come robot da programmare respingendo, nascondendo e sottovalutando le cause del nostro malessere.

Abbiamo bisogno di andare più a fondo. Quando si presentano emozioni negative abbiamo l’opportunità di conoscerci meglio, di mettere in discussione quello che stiamo facendo e come lo stiamo facendo. Possiamo domandarci cosa ci ha fatto reagire così, possiamo sentire cosa stiamo provando e soprattutto riflettere su come ci sentiamo.

Autoanalizzarsi credo sia un’arte. Una capacità che può essere migliorata solo se viene allenata e presa sul serio. Più ci impegneremo a capirci e a concretizzare ciò che sentiamo e più avremo l’occasione di migliorare la nostra vita. “Siamo in continua trasformazione” e noi abbiamo l’opportunità di prendere decisioni e di dare una svolta ogni volta che lo vogliamo. Non possiamo controllare tutto e guai a pretenderlo da noi, ma davanti ad un problema possiamo scegliere come reagire.

Possiamo scegliere. Queste due parole sono già potenti senza dire altro.

Anni fa, dopo una brutta giornata che finiva sempre con grandi scorpacciate di cereali mi preoccupavo totalmente di dover recuperare il prima possibile il controllo assoluto di quello che facevo, di quello che mangiavo e di come mi allenavo. Non avevo tempo per le domande scomode, o forse le evitavo perché mi facevano solo una grande paura. In ogni ambito della mia vita provavo insoddisfazione: il mio lavoro, la città in cui vivevo, la casa in cui stavo, il mio corpo che non riuscivo a guardare allo specchio, il disordine dentro e intorno a me.

Ero insoddisfatta e invidiosa della felicità degli altri. Io lo sapevo, ma ammetterlo a me stessa ad alta voce significava non avere più scuse per non agire. Era più facile incolpare gli altri e poi comprare un’agenda nuova dove scrivere con sempre più precisione come mi sarei dovuta comportare dal giorno seguente. Nella teoria è così semplice pianificare quello che dovremo fare che ogni volta finivo con il pretendere sempre di più da me stessa. Non ero mai contenta. Sempre più controllo, sempre più rabbia, sempre più voglia di farcela ad ogni costo, e di cambiare il prima possibile. Avevo fretta. Avevo una fretta malsana che mi faceva vedere sempre tutto così lontano e che mi ha spinto, a volte, verso direzioni sbagliate.

La verità ? Di base, stavo sbagliando. Mi concentravo nel cercare di abbellire la punta dell’iceberg senza mai tuffarmi veramente a vedere cosa ci fosse sotto. Ero una decorazione dentro un mare inquinato. Ero troppo insicura e stanca per domandarmi cosa ci fosse sotto. Anzi…a dirla tutta, non credevo di farcela e basta. Sapevo che dovevo cambiare tante cose, ma non credevo di poterci riuscire.
Come potevo cambiare lavoro? Come diavolo ci sarei riuscita? Come avrei potuto uscire dalla mia situazione? Quando sarebbe migliorato il mio corpo se io per prima ero convinta di essere sfortunata e che non sarei mai riuscita a farlo. Ecco perché il mio malessere emergeva subdolo andando alla ricerca di cibo che non volevo davvero e auto sabotando i miei piani perfetti che scrivevo su un’agenda sempre nuova. La cambiavo ogni volta che avevo bisogno di voltare pagina, ma poi alla fine non cambiava quasi nulla. La verità è che per ottenere qualcosa di diverso devi essere pronta a fare qualcosa che non hai mai fatto. Dentro di noi, sappiamo cosa è più giusto e dobbiamo solo trovare il coraggio di ammetterlo e di accettare i compromessi come parte del gioco. Non si ottiene nulla in cambio di niente. Ed è per questo che dobbiamo essere brave a capire per che cosa vale la pena lottare.

Dopo una brutta giornata,
guardati dentro,
piangi e poi sorridi,
incazzati e poi accarezzati.
Concentrati sulle cose che puoi controllare e datti il permesso di sbagliare, ma anche e soprattutto di ricominciare.
Io oggi ricomincio da me, per me, per i miei sogni e per le persone che amo, per come mi voglio sentire e per come non mi voglio sentire.
Oggi ricomincio da me perché ne varrà sempre la pena.

AD MAIORA,
Selly